|
|
La strada che conduce alla rocca
attraversa Varano di sotto, un
gruppo di case in cui poco deve
essere cambiato dal tempo in cui
il maniero era efficiente.
Alcune case risalgono al 1300.
La chiesina di S. Antonio poggia
direttamente sullo scoglio.
Conserva un portale romanico in
pietra bianca. A tergo della
rocca restano i ruderi della
chiesa di S. Giuliano.
Il gruppo dominato dalla rocca
Varano, simbolo della forte e
gloriosa signoria, si fa aspro e
petroso, a picco sulla valletta
del rio S. Luca e sulla stretta
valle del Chienti. Le rovine
attuali portano i segni di ogni
era ed anche del declassamento a
casa colonica, fino agli inizi
di questo secolo, che poi è
servito a salvare il rudere.
Rodolfo Gentile Da Varano e i
suoi predecessori, i Signori del
secolo XV che continuarono
saltuariamente ad abitarvi, ne
tennero sempre il possesso.
Finito il ducato divennero
proprietari la camera
apostolica, i Bandini e di
recente il Comune di Camerino.
Il taglio per il ponte levatoio,
l'unico praticato alla roccia, è
ancora visibile. Si entrava
subito in una torre di difesa.
La porta d'ingresso, in calcare
bianco, a sesto acuto, già
sormontata dallo stemma dei
Signori, era obliqua all'accesso
del ponte per chiare ragioni
difensive.
La torre quadrata , oggi caduta,
aveva vari piani ad impalcato e
a volta ai quali si accedeva da
una scala ricavata nel muro.
Una costruzione sotterranea con
volta a botte, tuttora maestosa,
probabilmente un tempo
sovrastata da stanze con torri
ai lati, metteva in
comunicazione questa ala con
quella sul lato del fiume divisa
da ampio cortile: la torre bassa
nell'angolo di levante
(l'attuale merlatura è tarda) e
l'edificio di recente
restaurato, che è servito da
casa colonica, sono le poche
parti di una maestosa e poderosa
Rocca sopravvissute all'incuria
dell'uomo.
La porta ad arco pieno comunica
con il muro di cinta sul declivo. |