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Di un castello così imponente
sul colle, tuttora abitato,
posto a dominare la valle tra
Camerino e Castelraimondo,
abbiamo poche notizie, ma
essenziali e legate a nomi
evocatori di fortune diverse
della grande famiglia da Varano.
Gentile, subito dopo il
passaggio delle truppe Sveve,
nel 1260 costruì due torri
collegate da galleria
seminterrata; Giovanni, il
deciso fortificatore delle terre
e dei confini camerinesi, le
rafforzò per collegarle
all'intagliata (sistema di
fortifícazioni a difesa del
ducato) di cui divennero un
punto nevralgico Rodolfo III, il
primo vero signore assoluto,
ricordò nel testamento (1418)
questa torre circondata da
alcune case; Giulio Cesare, il
più grande dinasta, in un
momento di floridezza, nella
seconda metà del '400, aggiunse
alle torri il palatium, le
stanza cioè per abitazione (il
Conti vi notò un secolo fa
motivi decorativi simili a
quelli del castello di
Beldiletto; pere e tralci).
Proprietà Massei dapprima, passò
in eredità all'Orfanotrofio di
Camerino, quindi fu acquistata
da Saverio Bruschetti, che nella
prima metà dell'800 trasformò
totalmente l'antico castello
appartenente oggi al conte
Giuseppe Vitalini Sacconi. |